La rete Internet è a serio rischio di un attacco da parte di hacker, vicini presumibilmente ad Anonymous, che potrebbero tentare di spegnerne il cuore, con conseguenti devastanti a livello globale.
È l'allarme lanciato da Andrea Rigoni, direttore Generale del Global Cyber Security Center (GCSEC), la fondazione internazionale istituita da Poste Italiane e componente del Consiglio direttivo dell'Associazione Italiana Esperti Infrastrutture Critiche (AIIC).
Con un comunicato stampa datato 31 marzo, l'esperto ha reso noto che "gli hacker hanno organizzato per oggi un attacco informatico per spegnere Internet e tale attacco è possibile e gli effetti dipenderanno principalmente da quanti attivisti aderiranno alla chiamata".
L'attacco informatico è stato organizzato per protestare contro SOPA, la manovra americana per la tutela del copyright, già oggetto nei mesi scorsi di forti polemiche e scontri sul web. Ma questa volta l'obiettivo dell'aggressione digitale sarebbe molto ambizioso: l'intera Internet.
Stando a quando dichiarato nel comunicato stampa, gli hacker avrebbero l'intenzione di provocare lo spegnimento di Internet attaccando la sua spina dorsale, ossia il Domain Name System (DNS) che ha il compito di tradurre i nomi di dominio (ad esempio www.gcsec.org) nell'equivalente indirizzo IP (ad esempio 192.168.0.1).
Senza questo servizio, sarebbe praticamente impossibile raggiungere un qualsiasi sito web nel mondo e di conseguenza sarebbe impossibile utilizzare la quasi totalità dei servizi Internet (dall'home banking service al sito di prenotazione online di un albergo).
Alla luce dell'esperienza accumulata nel campo, l'esperto ritiene che “la minaccia presentata nel piano di azione è reale e realizzabile. Questo significa che, se i root server fossero pesantemente e continuativamente attaccati, Internet comincerebbe, all'inizio lentamente e poi sempre più velocemente, a collassare non essendo possibile fare il refresh delle informazioni contenute nei cache resolvers”.
Molti esperti sono scettici sulla possibilità di un tale attacco, ma secondo gli studi del GCSEC, il DNS non ha sistemi condivisi di misurazione e controllo della sua sicurezza e l'impatto di un simile attacco sui servizi critici della moderna società sarebbero potenzialmente devastanti.

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