mercoledì 30 novembre 2011

Facebook ammette violazioni di privacy

Dopo aver accusato Facebook di pratiche "sleali e ingannevoli", martedì scorso il governo federale di Washington ha annunciato una proposta di accordo che costringe l'azienda di Palo Alto ad ottenere il consenso degli utenti prima di apportare modifiche alle impostazioni di privacy; nonchè ad essere sottoposta ad una verifica della privacy dei consumatori per i prossimi 20 anni.
L'ordine tassativo, annunciato dalla Federal Trade Commission a Washington, deriva in gran parte dalle modifiche sulle impostazioni di privacy fatte da Facebook nel dicembre 2009.
La Commissione sostiene che Facebook ha reso pubbliche informazioni impostate dagli utenti come private, senza avvertirli o ottenere il loro consenso.
Facebook ha inoltre permesso agli inserzionisti di avere accesso ad informazioni personali identificabili ogni volta che un utente cliccava su un annuncio nel sito; ha permesso anche alle applicazioni di terzi di avere accesso ai dati che gli utenti avevano destinato ai loro amici.
La Commissione ha elencato otto accuse: non imporrà multe, ma ha detto che la società sarà tenuta a pagare in futuro $16.000 al giorno per ogni violazione dell'accordo.
Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Facebook, ha ammesso in un post sul blog che la sua società avrebbe fatto "un mucchio di errori", ma che avrebbe già risolto molti dei problemi indicati dalla Commissione. "Facebook è da sempre impegnata ad essere trasparente nelle informazioni memorizzate; abbiamo dotato Internet di strumenti che danno alla gente la possibilità di vedere e controllare ciò che condivide" si legge nel post.
Jon Leibowitz, Presidente della FTC, ha detto in una telefonata in conferenza con i giornalisti che l'ordine è "molto ampio e vieta qualsiasi forma di inganno".

Fonte: The New York Times

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