Mobile, pervasive, invisible, wearable, embedded. Sono i paradigmi di interazione che hanno fatto seguito al concetto di ubiquitous computing introdotto da Weiser alla fine degli anni ‘80 per indicare la possibilità per ogni persona di essere in interazione continua con innumerevoli mezzi di calcolo interconnessi.
Il principale intento dell’ubiquitous computing è quello di spostare l’interazione fuori dagli spazi in cui abitiamo. Altri approcci indirizzano gli sforzi su come integrare risorse computazionali con il mondo fisico e rendere la combinazione qualcosa di significativo, usabile e piacevole con cui vivere, lavorare e giocare.
Prima ancora Weiser aveva immaginato tre tipi di oggetti: un enorme schermo interattivo; un note-pad, visto come un foglio di carta che l’utente può usare in modo naturale e un “tiny computer”, simile a un post it.
Negli studi effettuati con l’intento di disegnare nuovi scenari è significativo il concetto di “calm technology” (Weiser e Seely Brown 1996), vale a dire di una tecnologia che ci presenti continuamente informazioni nello stesso modo non intrusivo in cui, per esempio, una finestra ci offre informazioni su ciò che avviene all’esterno. Un’interfaccia che muova tra il primo piano e lo sfondo della nostra attenzione, che riesca a far “scomparire” il computer.
“Il computer invisibile” è il titolo di un saggio di Norman del 1998 in cui l’autore auspica la “scomparsa della tecnologia”. Oggetti così semplici da usare da rendere la tecnologia trasparente.
Rendere il computer invisibile dal punto di vista fenomenologico è molto complesso e rappresenta uno dei compiti principali del designer. Tanto è stato fatto in questa direzione.
Certamente stiamo assistendo alla scomparsa del computer dal punto di vista letterale. Dispositivi che progressivamente si riducono,o che addirittura, per l'appunto, scompaiono. È il caso dei nuovi videoproiettori che sostituiscono le LIM. La nuova tecnologia, proposta dalla Epson, consente un'interazione su qualunque superficie e non prevede più la lavagna.
Il nuovo videoproiettore della casa giapponese, con una focale molto corta (meno di 50 cm), consente di far "scomparire" la LIM, riducendo i costi che, inevitabilmente tenderanno a scendere. Il costo attuale è di circa 1500 euro più iva.
Il video, di uno dei due videoproiettori proposti da Epson, il 450wi, illustra chiaramente le caratteristiche della tecnologia.
Nessun commento:
Posta un commento