sabato 20 novembre 2010

Lim e didattica: possibili scenari

Per poter prevedere i possibili scenari connessi all’introduzione della LIM nella didattica è essenziale fare alcune premesse.

La lavagna interattiva multimediale è un dispositivo, uno strumento, un mezzo attraverso il quale i contenuti di una lezione possono essere erogati.

Volendo assumere, anche solo parzialmente, la tesi di McLuhan che il mezzo è il messaggio, è evidente che una modificazione significativa delle lezioni, dello spazio classe e delle modalità di apprendimento vengono prodotte.
D’altro canto nell’analisi dei dispositivi e degli artefatti utilizzabili e fruibili attraverso gli stessi, ricopre un ruolo centrale l’usabilità che chiama in causa utenti e contesto d’uso.
Quindi usabilità del “sistema lavagna” da un punto di vista strettamente tecnologico e di condizioni d’uso: assenza del proiettore, posizione del proiettore quando previsto, luogo dell’aula in cui è posizionata la lavagna, tipo di luce; e usabilità degli artefatti: bontà dell’interazione, qualità dei contenuti e loro organizzazione, rappresentazione grafica in termini di chiarezza e di forza espressiva.

Tale modificazione sarà sicuramente caratterizzata dal ruolo da protagonisti che gli studenti assumeranno nelle loro interazioni con la LIM.
Ritengo interessante riflettere proprio sul tipo di interazione che la LIM permette: dunque, sulle sue affordance. Una superficie digitale estesa che consente di manipolare gli oggetti dell’apprendimento. Un apprendimento che diventa esperienza diretta e costruzione di significati condivisi tra docenti e studenti. La LIM quindi come spazio socio-cognitivo.

Sulla base di queste considerazioni, assodato che la lavagna giocherà un ruolo importante nell’evoluzione della comunicazione formativa, i possibili scenari futuri saranno determinati dall’evoluzione della tecnologia, dalla bontà dell’esperienza d’uso che si andrà affermando, dalla crescita culturale, in termini di comprensione del paradigma delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte dei docenti.

Vero è che risulta riduttivo pensare a una nuova didattica esclusivamente nei termini della LIM, è necessario considerare tutto il sistema di dispositivi e di media con i quali saremo chiamati a interagire nei diversi momenti della nostra vita, laddove, l’apprendimento sarà sempre meno legato alle ore in classe.

Quindi uno scenario in cui l’apprendimento non solo dura tutta la nostra vita, ma non ha più un’unica sede e un unico momento. E non solo per la possibilità di poter semplicemente riascoltare una lezione. Sempre più, apprenderemo in modo “diffuso” dall’insieme del sistema dei media nelle diverse attività quotidiane che non saranno più scandite in maniera rigorosa. Gioco, relazioni, lavoro, apprendimento saranno attività interconnesse, i cui confini saranno sempre più labili. Gli scenari del futuro non attengono quindi alla LIM, ma alla socialità dell’uomo che vivrà nell’epoca dell’ubiquitous computing precognizzata da Weiser.

Un’analisi sulla didattica del futuro non può prescindere da alcune considerazioni sull’e-book all’indomani dell’uscita sul mercato dell’I-Pad e dell’obbligo di introduzione del libro misto.
In primo luogo va sottolineato che la tecnologia libro, così come tutte le tecnologie, non scomparirà, non sarà mai soppiantata in toto dall’e-book. E non per un supposto “piacere della carta”. Tale piacere ha senso solo per prodotti editoriali o pubblicitari che si contraddistinguono per il tipo di formato, per il tipo di carta o per alcune soluzioni tipografiche e cartotecniche. In questi casi, anche in ambito didattico, ad esempio in corsi sulla progettazione grafica, non avrebbe senso mostrare una “riproduzione” digitale dell’artefatto.
Ancora, ha senso il libro tradizionale, come “oggetto”. Soprattutto qualora ricopra un significato particolare nella nostra vita. Si pensi alla propria tesi di laurea.

L’altro punto di forza dei libri tradizionali è rappresentato dal piacere di leggere seduti comodamente su un divano, o prima di addormentarci, nel nostro letto. I nuovi dispositivi, tra cui l’I-Pad, potrebbero concorrere in maniera significativa ad annullare questa prerogativa e aprire a una repentina e progressiva scomparsa dei volumi e dei prodotti editoriali in formato cartaceo.
Come metafora di questo ineluttabile processo in atto e nell’evoluzione dei media assumono significato i VIP - Video In Paper – apparsi per la prima volta in Italia sul numero di Panorama del 26 marzo (sia pure limitatamente ad alcuni punti di distribuzione). Ovvero video pubblicitari fruibili da prodotti cartacei. Realtà aumentata, advertising che si "fa guardare" meglio. Tutto questo, ma soprattutto un interessante indizio sul progressivo avanzamento dell'e-book (ovvero un ulteriore arretramento della stampa), che si propone in tutta la sua forza, a dispetto di quanti ne hanno sentenziato il fallimento.
Tuttavia l'aspetto più interessante è il rapporto tra i media e le modalità mediali. La carta stampata si fruisce attraverso un altro media e un dispositivo tecnologico.

Concludo, riportando il focus sulla didattica e gli attori coinvolti.
Una società “liquida” non può costringere gli studenti a “sopportare il peso” di zaini ricolmi di carta che verrà utilizzata solo in percentuale risibile nelle ore di lezione quotidiana.

Fonte: http://www.gazeco.it

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