lunedì 26 ottobre 2009

Good Design Society - Il manifesto

Posto solo ora quello che può essere considerato il manifesto di questo spazio di discussione sui temi del design e della comunicazione che ho nominato "Good Design Society".

Ma perché questo nome?
Sono fermamente convinto che in ogni ambito sociale la presenza dei designer sia diventata sempre più necessaria e che il loro approccio nella codifica dei segni nella società dell'informazione possa essere determinante.

Come un buon design ci aiuta a comprendere un prodotto, così può aiutarci a comprendere il mondo.
Come un buon design facilita l’usabilità del prodotto, così un mondo caratterizzato dal buon design è un mondo più facile da vivere. Ma non solo. L'aspetto centrale della mia idea è che le regole del design, in quanto universali, possano essere convenientemente applicate alle relazioni tra essere umani, migliorandole. La società del buon design è, dunque, una società ideale in cui vengono traslate regole e principi che migliorano le relazioni e consentono il progresso sociale.

I concetti della human-computer interaction devono diventare quelli della human-human interaction. Se una buona interfaccia individua nell'affordance, cioè nell'esibizione chiara di tutte le funzionalità a disposizione dell'utente, una caratteristica centrale, analogamente tutte le componenti sociali dovrebbero utilizzare lo stesso principio per migliorare le relazioni.

venerdì 23 ottobre 2009

Public Camp: da “Tavolo di confronto sugli appalti pubblici” a “COSA PRIVATA"

Uno spiacevole episodio, che ha significati e ripercussioni che travalicano il fatto in sé, rischia di gettare un'ombra su "Public camp - Meeting dei comunicatori pubblici", il convegno conclusosi oggi a Bari presso Villa Romanazzi Carducci.
Nei giorni scorsi ho partecipato con interesse ed entusiasmo ai vari incontri previsti all'interno di questo palinsesto.
Fino a ieri pomeriggio.
Quando sono stato protagonista incredulo di una situazione che sa dell'inverosimile.
Intendevo partecipare al tavolo di confronto previsto per le ore 15 intitolato “Gli appalti pubblici nei servizi di comunicazione. Il modello Puglia: gare elettroniche e centro media”. L’evento è riportato nel programma con i nomi degli intervenienti, tutti dirigenti pubblici e rappresentanti di associazione di categoria. L’ingresso alla sala mi è stato impedito da due hostess della reception che, con tono gentile, mi hanno bloccato con un: “l'evento non è aperto al pubblico”;  a nulla sono valse le mie proteste, dopo peraltro aver scorto all’interno della sala persone – più precisamente titolari di agenzie di pubblicità – i cui nomi non erano in programma. A quel punto è sopraggiunta una terza hostess che ha posto fine alla discussione con un definitivo e perentorio “non si può entrare”.
Avete letto bene.
Un evento destinato al pubblico, organizzato con soldi pubblici, che fa del miglioramento della relazione fra servizio pubblico e cittadino il suo leitmotiv, ma soprattutto un tavolo di confronto sullo scottante argomento degli APPALTI PUBBLICI, tenutosi in forma privata.
No comment.

martedì 20 ottobre 2009

L’immagine veicolata

L'assessore De Caro, che tanto bene ha fatto per la mobilità a Bari, (unica eccezione: la realizzazione della pista ciclabile. Se è vero, infatti, che le macchine stanno diventando beni sempre meno in linea con l'evoluzione sociale, non si può ignorare che ce ne sono un numero altissimo, che il poterle parcheggiare è un bisogno sentito e che sopprimere centinaia di posti macchina per un paio di chilometri di pista ciclabile è un'operazione inadeguata) ha ritenuto di veicolare  la sua "immagine" elettorale inserendola, protetta dal plexiglas, sui mezzi dell'amtab.

Non c'è che dire: l'assessore si sa muovere bene.



Attestati gratis

La calca che vedete in foto non è dovuta a un banchetto gratis o ad una svendita, occasioni in cui notoriamente si scatenano gli istinti più bassi.
Ho scattato questa foto all'interessante "Public camp" in programma a Bari dal 19 al 23 ottobre. Si sgomita per ritirare il proprio attestato di partecipazione ai "master".

Eviterei di "nominare" master incontri della durata di un'ora, e non consegnerei nessun attestato per così poco. Questa bramosia deriva dal fatto che questi attestati sono utili ad ottenere crediti formativi o a giustificare assenze dal lavoro.
Si viene a questi incontri se si è realmente interessati, non per l'attestato, così come si va all'università per studiare. Ho visto una ragazza che chiedeva di poterlo ritirare prima del termine, possiamo supporre 45 minuti di "ascolto".
Se l'innovazione che riesce a produrre l'università è quella di concedere crediti formativi per non ben identificate e non valutabili attività, preferivo la vecchia università.

Comunque, non c'è da meravigliarsi. Gratis tira.

















19.10.2009 - Public camp - Villa Romanazzi Carducci - Bari

giovedì 15 ottobre 2009

Capri Trendwatching Festival


Il Capri Trendwatching Festival prende le mosse dai risultati dell’osservatorio internazionale “Tomorrow Now”, condotto utilizzando il trendwatching, metodologia di ricerca di matrice etnografica capace di intercettare, prima che diventino fenomeni di massa, le evoluzioni del gusto, i fenomeni e le tendenze estetiche che domani influenzeranno gli immaginari sociali.

L’osservatorio si basa sulle segnalazioni di una rete internazionale di “osservatori sul campo” (urbanwatchers) che conducono ricerca sul campo in 21 città-chiave del mondo:
Amsterdam, Anversa, Bangalore, Beijing, Beirut, Berlino, Bogotà, Buenos Aires, Londra, Johannesburg, Madrid, Milano, Mosca, Napoli, New York, Parigi, Santiago del Cile, Seoul, Shanghai, Stoccolma, Tokyo.
Dall’osservatorio Tomorrow Now nel 2009 è emerso che i temi capaci di influenzare consumo e stili di vita sono:
<b>Supergreen</b>: Il pensiero verde;
<b>Daily Aesthetics</b>: l'estetizzazione sociale;
<b>Urban Signs</b>: la riappropriazione dello spazio urbano.

Durante il Capri Trendwatching Festival sarà presentata una mappatura multimediale dei risultati dell’osservatorio, che farà da filo rosso e spunto di riflessione durante i vari incontri in cui autorevoli esponenti del panorama culturale nazionale e internazionale, attraverso il racconto della loro esperienza professionale, proporranno una loro idea di lifestyle del futuro.



















Info: www.caprieventi.com - info@caprieventi.com - Tel. +39 081 8376895
Fonte: www.capritrendwatchingfestival.net

Meeting dei comunicatori pubblici. Bari, 19-23 Ottobre 2009.

8 workshop, 10 master diffusi, 1 lectio magistralis, diverse creative rooms e tavoli di confronto in cinque giorni.
Sono questi i numeri del Meeting dei comunicatori pubblici, in programma dal 19 al 23 ottobre a Bari nella sede di Villa Romanazzi Carducci.
Tra gli altri, è prevista la partecipazione di Marc Augè e Alberto Abruzzese.






publiccamp.regione.puglia.it
public.camp@regione.puglia.it

martedì 13 ottobre 2009

Flash Mob. Imprevedibili e Moderni

Con il termine flash mob (flash - breve esperienza e mob - moltitudine) si indica un gruppo di persone che si riunisce all'improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un'azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell'azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l'azione abbia luogo. (Wikipedia)


Queste azioni, generalmente senza motivazioni, quando hanno precisi scopi sono chiamati smart mobs. 
Il sociologo Howard Rheingold ha teorizzato il fenomeno  nel suo "Smart Mobs: The Next Social Revolution".


La forza dell'immediatezza, dell'imprevedibilità e della discontinuità rendono i "Flash mobs" manifestazioni estremamente "moderne" e in grado di polarizzare l'attenzione.
Un utilizzo con finalità comunicative da parte delle aziende sarebbe senza dubbio interessante.




Video: porcoRizzelli

venerdì 9 ottobre 2009

Amo Internet

Mi piace postare l'editoriale (anche se del numero di maggio) di Riccardo Luna.
Aggiungo solo che anche
IO AMO INTERNET

"Internet
è oggi la più grande piattaforma di comunicazione che l'uomo abbia mai avuto (ed è <>; come sostiene Rita Levi Montalcini)

Internet,
scrivevo come potesse suonare roboante ed eccessivo, è un patrimonio dell'umanità.
Dovrebbe occuparsene L'Unesco per tutelarla, mentre in tutto il mondo i politici (a parte Obama)  lo vivono come una minaccia
ma anche molta gente comune (corsivo mio)

Internet
è la speranza di parlarsi e capirsi fra popoli diversi, superando odi e pregiudizi

Internet
è la possibilità di uscire dalla povertà per i paesi in fondo alle classifiche del reddito, grazie a nuovi modelli di business

Internet
è l'obiettivo di una democrazia più giusta e partecipata per tutti. Ma èa anche una opportunità per le imprese di fare prodotti migliori dialogando con i potenziali clienti, ed è uno strumento per chi cerca lavoro e può trovarlo o inventarlo in rete, creando nuovi servizi a basso costo

Se tutte queste cose sono vere, in Italia la rete avrebbe bisogno di investimenti, computer in leasing agli studenti e banda larga per tutti, non di leggi a vanvera per chiudere siti e servizi come sta avvenendo. Quei frammenti il giorno dopo sono diventati un discorso pubblico, alla fiera di Milano.
E quel discorso è diventato un sito (amointernet.it) fatto assieme ai tanti amici che si occupano di rete da anni, ma aperto a tutti: E quel sito è oggi un piccolo movimento: l'ho visto con i miei occhi, questo movimento, gli ItAliens, quando a fine marzo è venuto in Italia Lawrence Lessig, a Meet the Media Guru, e per ascoltare questo pioniere dei diritti della rete c'era la sala della Mediateca di Milano stracolma, e la caffetteria e il prato con il maxischermo come per le partite della nazionale di calcio ai mondiali, mentre in tanti seguivano l'evento in diretta tv (su internet naturalmente).
Quella sera per Lessig c'era un mondo nuovo. Per nulla virtuale. Attento, competente, appassionato. E praticamente sconosciuto per radio, tv, giornali.
Ignoto a quelli che ogni giorno parlano di internet come di un pericoloso covo di mafiosi, pirati, pedofili, eccetera.
Un mondo unito in sostanza da una cosa sola: L'amore per internet (o, se preferite una definizione meno dolciastra), la consapevolezza che questa è l'unica speranza di far diventare l'Italia e gli italiani un paese in un mondo migliore).

Ora per dire a tutti
AMO INTERNET

vorremmo fare un numero intero di Wired.
E vorremmo farlo con voi: scegliere assieme a voi le storie, le firme, le immagini e la copertina.
Per farne un manifesto.
Per farci sentire, e far capire agli altri che la rete è importante.
Perché magari, è la tesi di qualcuno, non sono cattvi quelli che legiferano.
SONO SOLO IGNORANTI.
Non sanno di non sapere. Aiutiamoli."

RICCARDO LUNA - DIRETTORE WIRED ITALIA

lunedì 5 ottobre 2009

Un nuovo digital divide

Ninja Marketing, il portale sul mktg non convenzionale, pone l'interrogativo di un nuovo digital divide tra agenzie tradizionali e web agency  in questo post

La mia risposta è affermativa, immediata e non richiede lunghe riflessioni.
Per la verità, chi non conosce lo scenario, dovrebbe chiedersi cosa si intende per tradizionali.
Le agenzie tradizionali sono quelle che non hanno sviluppato nessuna competenza digitale, sono quelle i cui dipendenti non sanno il significato di termini quali architettura dell'informazione o information design.
Quelle in cui si pensa che la semplice riproposizione dei colori aziendali e di improbabili identità significhi progettare un sito web. Per queste agenzie non c'è futuro.

Ritengo, peraltro, che il digitale abbia solo contribuito a evidenziare uno short skillage che affligge le "agenzie di pubblicità tradizionali" da sempre.

Il divide, così come in ogni ambito, non è digital, ma è solo di competenze.
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